La Rete Nazionale

Non ci fermeremo fino a quando non avremo il risarcimento dei danni e la messa in sicurezza del territorio

delle comunità dei fiumi e dei corsi d'acqua

Non ci fermeremo fino a quando non avremo il risarcimento dei danni e la messa in sicurezza del territorio

Per la prevenzione e la gestione consapevole del territorio

Non ci fermeremo fino a quando non avremo il risarcimento dei danni e la messa in sicurezza del territorio

La messa in sicurezza ed una protezione civile partecipata

Non ci fermeremo fino a quando non avremo il risarcimento dei danni e la messa in sicurezza del territorio

Il rispetto dei diritti delle comunità colpite

Non ci fermeremo fino a quando non avremo il risarcimento dei danni e la messa in sicurezza del territorio

lunedì 5 maggio 2014

Alluvione Marche: un altro capitolo di una tragedia

Stiamo tornando di attualità... purtroppo altre migliaia di cittadini e centinaia di aziende sono alle prese con il fango.
Come Comitato abbiamo già inoltrato una serie di consigli utili per gestire il post alluvione senza amare sorprese (ad esempio la rimozione delle vetture danneggiate, potranno essere risarcite solo a determinate condizioni).
Abbiamo rilevato, attraverso le pagine FB di alluvionati di Bomporto, che la mancanza di informazione su come trattare nei primi giorni determinati problemi è una triste costante. Altre centinaia di cittadini italiani e di aziende italiane commetteranno errori che li escluderà da eventuali risarcimenti.
Ci consola il fatto che almeno Lusi abbia avuto qualche problema nel documentare le proprie rendicontazioni. Per un alluvionato rendicontare la perdita dell'auto è molto più difficile che rubare 23 milioni di euro!!! 
Seguite il lavoro della pagina FB "Sos alluvione Senigallia" per avere idea di come l'uso di FB sia efficace nell'emergenza, Dopo il grande lavoro del gruppo CO.V.AL.E per il modenese, un altro gruppo facebook sta aiutando le autorità a gestire l'emergenza dei primi soccorsi.

saluti
Paolo Franceschetti
Portavoce del Comitato 7 novembre
 Alluvione Marina di Campo

mercoledì 2 aprile 2014

Sala Baganza. 'L'alluvione dimenticata' conferenza stampa in Regione del 31 marzo 2014

Riceviamo e divulghiamo la lettera che Nicola Luberto, coordinatore del Comitato 11 Giugno ci ha inviato relativa all'incontro che il comitato ha avuto in Regione il 31 marzo scorso.
Come rappresentanti delle diverse realtà alluvionate ogni Comitato afferente la rete ha inviato il suo messaggio di solidarietà.
Segue lettera...

Un caro saluto a tutti Continuare a parlare della nostra “alluvione dimenticata” può sembrare un’eresia, ma aldilà di bieche speculazioni, interessi di parte, attacchi personali, la nostra coscienza civica ci impone di non mollare e proseguire nella battaglia per il rispetto e la dignità di cittadini e di alluvionati . Abbiamo sopperito all’incapacità dei nostri amministratori che, dopo quasi 3 anni dall’evento calamitoso, non sono riusciti a farsi ricevere dal presidente della Regione Errani. E' un duro lavoro quello che stiamo portando avanti, anche come promotori della rete nazionale dei popoli alluvionati, di semina, di informazione e di rivendicazioni per sperare di vivere in un paese migliore che metta al centro della propria iniziativa politica la tutela e la salvaguardia di un territorio devastato da eventi calamitosi sempre più frequenti. Grazie alla sensibilità di alcuni consiglieri regionali (Giovanni Favia, Gabriella Meo e altri) che, con la sensibilità giusta e ancora un'etica corretta, si sono resi disponibili a portare avanti la nostra causa e a fare qualcosa per noi nelle sedi che contano, presentando una Risoluzione e una Interrogazione urgente per mettere fine alla vergogna e alla insensibilità politica dimostrata verso il nostro territorio. Siamo stati nella “tana del lupo” a manifestare la profonda ingiustizia che si è creata nei confronti dell'alluvione del giugno 2011 di Sala Baganza, avendo di fatto creato alluvionati di serie A e di serie B. C’erano e ci sono tutti i presupposti per ottenere da parte del Governo il riconoscimento dello Stato di Calamità a patto che tutti e unitariamente, nelle sedi opportune, rivendichino con forza il diritto dei propri cittadini ad essere risarciti dai danni subiti e a battersi per vivere in un territorio sicuro come impone la nostra Costituzione “ai vivi dobbiamo rispetto, ai morti solo la verità” Vogliamo riprenderci il sogno di un mondo migliore.... 

Link video conferenza stampa in Regione del 31.03.14 https://www.youtube.com/watch?v=kir822tYspk

Nicola Luberto
Coordinatore del “COMITATO 11 GIUGNO”
Sala Baganza (Parma)
cell: 366 1869945
mail: comitatosala@gmail.com
pec: comitatosala@pec.it
web: http://www.facebook.com/Comitato11Giugno

mercoledì 26 marzo 2014

Il Comitato Alluvione Veneto AEC avverte: non si ripetano gli errori del passato. Tutto venga concordato con i rappresentanti degli alluvionati italiani.

Riceviamo e pubblichiamo dal Comitato Alluvione Veneto Aec Italia, aderente alla rete MaiPiù, il seguente comunicato stampa.

ALLUVIONE CAMERA OK AIUTI ALLAGAMENTI 2014 IL COMITATO ALLUVIONE VENETO AEC ITALIA E MOVIMENTO MAI PIÙ AVVERTONO: NON SI RIPETANO GLI ERRORI DEL PASSATO TUTTO VENGA CONCORDATO CON NOI RAPPRESENTANTI DEGLI ALLUVIONATI ITALIANI.

Dopo il via libera della Camera dei Deputati agli aiuti per i recenti allagamenti di febbraio scorso annunciando lo stato di emergenza, che dovrà ora essere definito dal Commissario nazionale della Protezione Civile, il Comitato Alluvione Veneto Aec Italia - tra i fondatori del Movimento MaiPiù che raccoglie la maggior parte dei comitati italiani degli alluvionati e terremotati - avverte i danneggiati e le Autoritá competenti che sulle prossime mosse non lascerà nulla al caso, al fine anche di evitare errori che ormai ritualmente provocano disagi e problemi ai cittadini.
L'invito è quello di contattare l'Eurosportello per la tutela del cittadino via e-mail a eurosportello@aeceuropa.eu per definire la propria posizione, aderire al Comitato ed essere in tal modo assistiti e protetti da possibili mancanze già registrate con l'alluvione 2010 e per le quali è ora in atto una raccolta firme sulla petizione per chiedere l'annullamento della richiesta di restituzione contributi ritenuti dalla Regione in eccesso in base a prezziari e parametri che sono stati presentati DOPO aver concordato e concesso gli aiuti. Questo affinchè gli errori non si ripetano MAIPIÙ.

mercoledì 19 febbraio 2014

Post alluvione: troppi mancati risarcimenti, la Regione adegui i bandi

Pubblicato su Orvietosi (leggi articolo originale)
ORVIETO – Troppi mancati risarcimenti, la Regione adegui i bandi. Lo chiede il comitato 12 novembre relativamente al bando pubblico per le imprese alluvionate relativamente al quale sono troppe le risorse rimaste a disposizione. Segno ce qualcosa non va. Ecco la lettera aperta che il comitato 12 novembre ha scritto alla Presidente della Giunta regionale.
Non è frequente constatare che un bando pubblico redatto per l’erogazione di contributi non riesca a farlo che per la metà delle risorse disponibili.
 Normalmente siamo abituati esattamente al contrario: i fondi si esauriscono rapidamente in base alla priorità delle richieste pervenute o distribuiti su di queste con criteri percentuali .
 Non possiamo ragionevolmente che trarne una conclusione, e cioè che il dispositivo di assegnazione dei fondi riservati alle imprese vittime dell’alluvione del novembre 2012 è evidentemente errato.
 Non sono previsti rimborsi per le merci distrutte delle attività commerciali, per gli investimenti effettuati con operazioni di leasing o finanziamento, non sono conteggiabili le ore di lavoro dei dipendenti delle ditte alluvionate utilizzate per il ripristino del luogo di lavoro anzichè per la tipica attività aziendale, nè gli automezzi rottamati all’estero (operazione che in momenti di disperazione hanno consentito di recuperare almeno qualche centinaio di euro per autovetture o furgoni irrecuperabili, ma che paradossalmente costituiscono formalmente una vendita!), si riconoscono solo gli interventi già interamente pagati, limitando la possibilità di ripartenza solo alle Aziende più solide e strutturate.
Certo, per ognuno di questi aspetti è presente una norma,un vincolo, che ne giustifica l’effetto esclusivo. Più precisamente, per evitare interpretazioni elastiche o addirittura fraudolente delle normative, si sceglie la strada di sacrificare i diritti di chi ha reali necessità. Un processo che spesso viene applicato da una politica incapace di rispettare il Cittadino.
E’ proprio vero: spesso la cura è peggiore del male!
Ed ancora una volta il Cittadino è costretto a soccombere di fronte a normative che mancano completamente di efficacia quando sono applicate alle reali esigenze e necessità delle persone.
Chiediamo allora un impegno forte alla nostra politica. Chiediamo che ci si impegni con vigore e determinazione affinchè i fondi residui non assegnati vengano utilizzati per la copertura di tutte quelle esigenze che finora non hanno trovato il legittimo riconoscimento.
E’ giusto tentare, esattamente quanto sarebbe ingiusto arrendersi supinamente a normative cieche ed inefficaci.
Fabrizio Cortoni
per  Comitato “12 novembre 2012″

Alluvione in Emilia, contributi sospesi fino al 31/7

Pubblicato su Fiscopiù (leggi articolo originale)

Il quadro normativo

L’art. 3, comma 2 lettera a), D.L. 28 gennaio 2014 n. 4, ha disposto la sospensione fino al 31 luglio 2014 dei termini relativi agli adempimenti ed ai versamenti dei contributi previdenziali ed assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria nei confronti delle persone fisiche e dei soggetti diversi dalle persone fisiche che abbiano avuto, alla data del 17 gennaio 2014, la residenza o la sede operativa nei comuni di Bastiglia, Bomporto, San Prospero, Camposanto, Finale Emilia, Medolla e San Felice sul Panaro, della provincia di Modena, coinvolti dagli eventi alluvionali del 17 gennaio 2014 e già colpiti dal sisma del 20 e 29 maggio 2012.
Le disposizioni sono estese anche a favore dei contribuenti residenti o aventi sede operativa nei territori di San Matteo, Albereto, La Rocca e Navicello, frazioni della città di Modena, subordinatamente alla presentazione di apposita dichiarazione di inagibilità della casa di abitazione, dello studio professionale o dell’azienda, verificata dall’autorità comunale.
 Datori, autonomi ed iscritti alla gestione separata I destinatari della sospensione del versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali sono i soggetti dei Comuni sopra detti, rientranti nelle seguenti categorie: i datori di lavoro privati (anche datori di lavoro domestico, del settore agricolo, degli iscritti al Fondo pensioni Lavoratori dello Spettacolo ed al Fondo Pensioni Sportivi Professionisti, aziende con natura giuridica privata con dipendenti iscritti alla Gestione Pubblica); i lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, agricoli); gli iscritti alla gestione separata (committenti, liberi professionisti, etc.). Altro dato da sottolineare è che la sospensione dei termini di versamento può essere concessa solo aisoggetti regolarmente iscritti alle gestioni previdenziali e con data di inizio di attività antecedente al 17 gennaio 2014 ed operanti nelle zone colpite dall’evento. Come attivarsi per accedere al beneficio Per poter usufruire della sospensione, i soggetti interessati dovranno produrre apposita domanda(allegato 2 della Circolare n. 26/2014) alla sede INPS competente. Per le aziende agricole assuntrici di manodopera e per i lavoratori autonomi agricoli dovrà essere trasmessa l’apposita istanza telematica presente nei servizi telematici per l’agricoltura a disposizione sul sito dell’Istituto. Si sottolinea che potrà essere presentata un’unica domanda anche qualora la stessa, in presenza dei rispettivi requisiti, inerisca diverse gestioni. Non sono previsti, infine, rimborsi di quanto eventualmente già versato.

INPS, Circolare 14 febbraio 2014, n. 26.pdf

Pontedera. Il dopo alluvione: "Impossibile richiedere i danni"

Pubblicato su La Nazione (leggi articolo originale)
Ponsacco, 18 febbaio 2014 -  Niente moduli, niente risarcimento. Gli alluvionati di Ponsacco sembrano non trovare pace. L’iter per richiedere i danni subisce un’ulteriore battuta d’arresto e si allunga ancora, prolungando così l’agonia di cittadini e imprenditori che rischiano di dover rimandare la ricostruzione. Colpa (anche) dei tentennamenti del governo che ha travolto, per riflesso, anche la città del mobile e il suo futuro.
«La Regione ha dato il via libera per elargire contributi, ora serve il regolamento e soprattutto serve la modulistica ad hoc per richiederli — spiega Antonio Ucci, presidente del comitato pro-alluvione costituito giovedì dagli stessi abitanti — Non si sa quindi quando sarà possibile avanzare la richiesta ufficiale. Le vittime del fiume hanno fatto la conta dei danni, stilando la propria lista e i propri bilanci, ma questi numeri (in alcuni casi, vedi Marmotec, Lp Traslochi, Ferretti caminetti, Funny Joker, della vicepresidente del comitato, Sonia Ferraro, Estetica Noà, anche piuttosto importanti, Ndr) non possono ancora essere utilizzati».
Inutile, per non dire controproducente, muoversi ugualmente e in modo autonomo: far compilare richieste di risarcimento che verrebbero poi cestinate non potrebbero che acutizzare il malumore, che già non manca. Le speranze sono riposte nell’incontro fissato per venerdì tra il sindaco Alessandro Cicarelli, i membri del comitato e il prefetto Francesco Tagliente per fare il punto della situazione. Ieri, intanto si sono riuniti gli Stati generali convocati da Enrico Rossi, davanti al quale si sono riuniti tutti i primi cittadini alluvionati. «Le istituzioni locali e centrali si sono dette disponibili ad aiutarci — spiega Cicarelli — La priorità è la messa in sicurezza degli argini per evitare che drammi del genere possano ripetersi di nuovo. Aggiunge al contributo sociale, su base Isee, promesso dalla Regione, il ristoro danni che dovrebbe arrivare da Roma dà garanzie aggiuntive, ma vediamo bene la situazione delicata che sta vivendo il governo».
Intanto il comitato cittadino continua a lavorare. Si aspetta l’esito del vertice per decidere le prossime mosse e fissare la prossima assemblea. «Per noi è fondamentale rendere Ponsacco sicura e garantire alla comunità una manutenzione puntuale che non si riduca al taglio dell’erba due volte all’anno, ma che preveda anche sopralluoghi alla ricerca di crepe, rotture lungo l’intero corso del fiume — chiude Ucci — Non ci dimentichiamo però il capitolo risarcimenti. Se il sindaco si muove con noi, dandoci il suo appoggio per noi è già una vittoria». Intanto la pagina Facebook “Noi dell’alluvione Ponsacco” (a cui seguirà la creazione di un sito ufficiale) colleziona una marea di adesioni: la battaglia per il futuro si gioca anche lì, sulla piazza virtuale.

Modena: il comitato chiama Errani e Aipo. "Vogliamo un tecnico in commissione"

Pubblicato su Modenaonline(leggi articolo originale)
MODENA - Prosegue l'attività del Comitato No Tax Area per la Bassa, su tutti i fronti. I rappresentanti del comitato hanno invitato i sindaci dei paesi colpiti dall'alluvione, il presidente della Regione Errani e il presidente di Aipo al prossimo incontro pubblico in programma giovedì 20 febbraio alle 20.30 a Bastiglia, al Borgo della Bastia. Non solo, ha anche chiesto di poter nominare un proprio tecnico nella commissione che dovrà valutare il lavoro fatto sugli argini dalla stessa Aipo.
Da settimane il comitato combatte per la concessione della no tax area e dello stato di calamità nei Comuni alluvionati. In quest'ottica ha inviato tutti i sindaci interessati, Errani e Aipo alla prossima assmblea. "È nostro intento - spiega il presidente Antonino Spica - incoraggiare un confronto pubblico tra i rappresentanti istituzionali e i cittadini, perché riteniamo che sia giunto il momento di dimostrare rispetto a un popolo onesto e lavoratore, che, anche in questi anni post terremoto, non si è mai sottratto ai propri doveri, seppure tra mille sacrifici. È giusto che chi ci rappresenta spieghi apertamente le ragioni per cui, a oggi, è contrario alla No Tax Area, e si confronti direttamente con le richieste e la voce di coloro che rappresenta".
E sui lavori della commissione di esperti chiamata a valutare il lavodo di Aipo: "Era un ente, fino a poche settimane fa, sconosciuto ai più - esordisce Elisabetta Aldrovandi, portavoce del Comitato - che per anni e anni è costato milioni di euro, e il cui còmpito consisterebbe nel garantire la manutenzione degli argini dei fiumi. Da quando si è verificata la tragedia annunciata dell'alluvione, in pochi giorni si è scoperto ciò che si sottaceva da anni: che tantissime persone avevano denunciato ad Aipo, nel corso degli anni, il pessimo stato in cui versano il Secchia e il Panaro, senza, nella maggior parte dei casi, ottenere neppure risposta; che buona parte del bilancio dell'ente è speso per pagare gli stipendi dei dirigenti e degli impiegati; che i tecnici che si sporcano le mani di fango e indossano gli stivaloni di gomma per ispezionare gli argini sono in numero ridotto rispetto al numero totale dei dipendenti; che Aipo possiede decine di immobili assegnati in uso a ex dipendenti o ai loro familiari. E, alla luce di tutto ciò - continua Aldrovandi - nella commissione di tecnici e professori nominati con il còmpito di valutare le ragioni della rottura dell'argine, compaiono due studiosi che, negli ultimi anno, hanno percepito da Aipo compensi per quasi 300.000 euro. E questa commissione, dopo un primo sopralluogo, ha già dichiarato che la rottura dell'argine è stato un evento accidentale, essendo comunque stato costruito bene. Noi cittadini, tenuto conto di tutto ciò che si è scoperto nelle ultime settimane, e della composizione della commissione, come possiamo essere garantiti circa la trasparenza e la neutralità di giudizio di questa squadra di tecnici, il cui giudizio potrebbe, tanto facilmente quanto inconsapevolmente, essere in qualche modo inquinato nel fondamentale presupposto della terzietà? La verità circa le cause sull'alluvione deve essere svelata. Non possono sussistere ombre di nessun genere in grado di appannare la libertà di giudizio di nessuno dei tecnici che la compongono. Come Comitato No Tax Area per la Bassa, chiediamo ufficialmente che, nella commissione, sia aggiunto un tecnico nominato dal Comitato stesso, che sia portavoce delle profonde esigenze di verità e giustizia, che devono sottendere a ogni passo e a ogni verifica diretta alla determinazione delle cause dell'alluvione, e alle conseguenti responsabilità. Nulla deve essere lasciato al caso, nessun spazio può essere lasciato al legittimo sospetto, poiché, in questa tragedia, c'è chi ha perso casa o lavoro, chi entrambi, e chi, lo dico sommessamente e con il massimo rispetto, addirittura la vita".